Il Colloquio di Lavoro: 3 livelli di prove e come preparasi

Se stai leggendo quest’articolo, sei riuscito ad attirare le attenzioni di un recruiter ottenendo l’invito ad un colloquio. 
Congratulazioni, puoi tirare un respiro di sollievo perché hai superato la parte più competitiva, emergere tra i tanti candidati.
Adesso che sei stato selezionato puoi contare sulla tua preparazione, e se le tue capacità incontreranno le esigenze del ruolo e di chi ti assume, non c’è motivo perché tu non riceva un’offerta di lavoro. 

Se stai ancora aspettando la telefonata di un recruiter, ti consiglio di leggere prima questo articolo, che ti fornirà i consigli per far emergere il tuo curriculum dalla massa, Cerchi Lavoro? Pensa come un Marketer

È difficile che tutto si concluda in un colloquio, il processo di assunzione è un percorso complesso composto da un numero variabile di prove, ognuna delle quali andrà a valutare un aspetto differente dalla tua personalità, della tua esperienza e la forza delle tue motivazioni. Si tratta di solito di 3 prove, anche se alcune aziende in base alle esigenze e all’anzianità del ruolo, potrebbero avere un numero di prove più elevato. 

In questo articolo, capirai come si struttura il processo a partire dal momento in cui il tuo curriculum è stato selezionato, riceverai una visione dettagliata dei 3 livelli di colloquio e ti verranno offerte strategie per prepararti al meglio.



I 3 Livelli di Colloquio


1. La Telefonata

Anche chiamato background check, è il livello più elementare del colloquio con cui il recruiter vuole accertarsi che tu esista, che tu sia la stessa persona descritta nel CV, e che tu sia ancora interessato a quel ruolo. 
Questo primo colloquio è una telefonata che può essere anticipata da una mail, in cui si concorda giorno e ora, o che può arrivare in maniera inattesa. Una volta inviato il curriculum, è bene che tu sia sempre pronto ad essere contattato.
In questa fase il recruiter si trova con una lista copiosa di candidati e di numeri di telefono da scorrere. Se tu non rispondi alla telefonata, il recruiter passerà al prossimo nella lista. Se rispondi ma hai inviato il tuo curriculum a troppe aziende e adesso non sei sicuro su chi ti stia chiamando, il recruiter passerà al prossimo nella lista.
Per evitare dunque di fallire nella prova più semplice metti in pratica questi 2 accorgimenti: 

  • Prepara un file per ogni azienda con cui ti candidi
    Non appena inviato il curriculum, salva in un file job-description e qualunque altra nota relativa a quel ruolo.
  • Rispetta il tempo di chi ti sta chiamando
    È probabile che il recruiter organizzi il suo tempo in spazi di 30 minuti, con l’obbiettivo di contattare un nuovo candidato ogni 30 minuti. Per facilitarlo a rispettare i suoi impegni, chiedi quanto tempo ha a disposizione per questa telefonata, e calibra di conseguenza la lunghezza delle tue risposte. 
    Per evitare di dilungarti nelle risposte con la tentazione di voler dire tutto, ascolta attentamente le domande. In questo livello di colloquio il tuo interlocutore vuole accertarsi di situazioni semplici: la tua capacità di usare un linguaggio professionale, la conferma delle tue esperienze sul curriculum, il grado di consapevolezza nei confronti della compagnia e del ruolo per cui ti stai candidando. Se tutto questo risulta in linea con le aspetattive, ti verrà chiesto anche di specificare le tue aspirazioni di guadagno e la data da cui sei disponibile a cominciare. 
    Non raccontare dunque l’intera odissea della tua carriera, ma offri una risposta chiara e soddisfacente a queste semplici curiosità.

Se hai la mail del recruiter, contattalo a fine giornata per ringraziarlo del tempo dedicato e per riassumere in una lista i tuoi punti di forza che ti rendono il candidato ideale. Se il recruiter non ha avuto tempo di prendere nota, la tua email gli rinfrescherà la memoria.


2. Risoluzione di un problema tecnico

Questa prova è più complessa del background check, ma ci sono meno possibilità di fallire in quanto ti sarà dato il tempo sufficiente per prepararti. 
In questa seconda prova vieni testato con la risoluzione di un problema tecnico, svolgere un’attività tipica del ruolo per provare le tue competenze professionali. 
Per farti un esempio, potrebbe trattarsi di leggere una lastra radiologica se sei un medico, di riconoscere una rotta se sei un aviatore o di ottimizzare una strategia pubblicitaria, se sei un marketer. 
L’errore da evitare anche in questo caso è di scendere troppo nei dettagli e voler dire tutto quello che si legge su quella radiografia, su quella mappa o su quei dati pubblicitari. 
Buttandoti a capofitto sul dettaglio, corri il rischio di sembrare poco strategico, incapace di sintesi, confuso se non addirittura insicuro della tua preparazione.

Ricorda sempre che il recruiter conosce nulla e poco della parte tecnica del tuo lavoro, non è un collega, ha studiato Risorse Umane. Insieme al recruiter a giudicarti dovrebbe esserci il tuo supervisore, che avrà maggiore familiarità sulla parte tecnica, ma anche in questo caso le sue competenze potrebbero essere diverse dalle tue. Del resto se stanno assumendo te, sei tu la persona chiamata a svolgere quel lavoro.
L’approccio migliore è dunque affrontare la prova pensando di dover riportare a chi non è addetto ai lavori.  Usa la tua logica per dimostrare abilità di sintesi e comunicazione.  Non esiste una risposta giusta o sbagliata, purché tu riesca a giustificarla usando un ragionamento in linea con la tua professione. 
Per essere sicuro che la tua risposta sia completa, chiedi alla fine di ogni passaggio se è il caso che tu espanda. 


3. Colloquio con un pannello di intervistatori

Se sei arrivato a questo livello, congratulati con te stesso perchè sei riuscito a dimostrare che sei il professionista capace di svolgere quel ruolo! Adesso è il momento di capire se sei la persona giusta per lavorare in quell’azienda, al fianco di chi intervista.
Quest’ultimo colloquio avviene di fronte ad una schiera di esaminatori, di solito 4-6, a volte unanimemente, ma più spesso in maniera singola per 30 min ciascuno.
Ognuno di essi ricopre un ruolo differente nell’azienda, si tratta di figure con cui tu avrai a che fare qualora dovessi essere assunto.

La chiave per superare questo colloquio è capire i ruoli che i tuoi esaminatori ricoprono e adattare le tue risposte alle esigenze di chi ti interroga.
Per farti un esempio, se vieni intervistato dal Direttore della compagnia, l’argomento principale di discussione saranno le entrate, i guadagni.
Qualunque domanda ti faccia, la tua risposta deve soddisfare la sua unica curiosità: come farai guadagnare l’azienda (Esempio: “parlami della tua esperienza passata?” Risposta corretta “Ero il leader di un team che fatturava $$$ per anno, con crescita %%% per quarter e investimenti costanti $$$”).

La possibilità di domande è infinita: potrebbero sottoporti a domande di competenza tecnica, domande sulla tua personalità, problem-solving e risoluzioni di situazioni ipotetiche. 
Se le domande sono infinite,  le risposte in realtà sono tutte prevedibili e determinate, rendendo possibile una preparazione che non lasci nulla al caso.
Tutte le domande possono essere ridotte in 3 macro argomenti:

  • La tua esperienza
    Torna al tuo file, dove hai salvato la descrizione del ruolo, e per ogni punto su quella lista, prepara degli esempi di situazioni simili gestite nella tua esperienza professionale. Esercitati a spiegare, situazione per situazione, cos’è accaduto, come hai gestito il caso, con quali risultati. Prepara una versione per ogni esaminatore che sia ammiccante al suo ruolo.
  • L’azienda
    ricerca tutto quello che riesci a trovare sulla compagnia, sito web,  canali social, interviste al CEO, articoli scritti da terzi. In modo da avere un’idea chiara sulla storia dell’azienda, l’attività attuale e prossimi sviluppi
  • Il panorama
    ricerca i concorrenti diretti e analizza similitudini e differenze, valutando punti di forza dell’azienda e possibilità di miglioramento.
    Guarda in generale al futuro del settore in cui la compagnia opera e individua i prossimi trend

Con questo tipo di preparazione ti sarà più semplice anche pensare alle famose domande da rivolgere ai tuoi esaminatori a fine colloquio.
Le domande finali possono fare la differenza e rappresentano una possibilità che non dovresti perdere. Anche in questo caso, modellale sul ruolo professionale del singolo interlocutore.


Finito l’ultimo colloquio, scrivi una mail al responsabile delle risorse umane che si è occupato del tuo fascicolo, ringrazialo per il tempo dedicatoti e per averti considerato idoneo al punto da darti la possibilità di essere intervistato dai tuoi potenziali colleghi. 
Gli esseri umani infondo giudicano con la pancia anche quando credono di usare il cervello, e il candidato migliore è sempre quello con cui ci sentiamo più a nostro agio, il mestiere si apprende, le procedure si imparano sul campo, ma buone maniere e rispetto sono le qualità che ci porteranno a firmare quel contratto.

Inboccalupo!

Photo by Tim Gouw on Unsplash


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Published by carmen_sant.angelo

Carmen risiede a Dublino da dove viaggia regolarmente in Italia e altre parti d'Europa per incontrare le Agenzie Media con cui felicemente collabora come consulente. ---- Lasciata l'Italia dopo una laurea in giurisprudenza, Carmen inizia la sua carriera come organizzatrice di eventi, progettando eventi pubblici per il comune di Dublino ed il Ministero della Cultura irlandese. ---- L'interesse per il settore Tech e la gestione d'impresa la portano a conclude un MBA al Trinity College e ad intraprendere una carriera nelle corporazioni, dove offre supporto a compagnie come Accenture, Google e Facebook. ---- Nel suo canale, Cittadini Digitali, Carmen raccoglie in maniera colloqiuale e senza pregiudizi, le lezioni apprese nel suo continuo percorso di crescita e le esperienze dei tanti professionisti-perseveranti che ha la fortuna di incontrare nella sua quotidianità. ----

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