Consumer Trend – 20 Tendenze 2020

Le nuove norme sociali e l’incertezza per il futuro, hanno rimodellato le abitudini del consumatore dell’anno 2020. Ma se molti settori sono stati segnati da una riduzione delle vendite, altri stanno vivendo una vera e propria rinascita. 
In questo articolo vediamo 20 trend di consumo più comuni a livello globale nell’anno 2020, per poter venire incontro in maniera più consapevole alle esigenze del consumatore post-pandemia.

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1. Digital Aumenta il tempo speso online e gli acquisti effettuati sulla rete anche da parte di consumatori che non si considerano native-digital. Secondo i sondaggi effettuati a Marzo da Ernst and Young, molti consumatori manterranno l’abitudine dello shopping online dopo il ritorno alla normalità.

2. Local Le restrizioni di movimento e la paura dei contagi, ci hanno fatto riscoprire la comodità delle botteghe sotto casa. Anche chi acquista online preferisce farlo da fornitori locali, visto il dilatamento dei tempi di consegna e le incertezze collegate a spedizione e trasporti.

3. Acquisto Etico Il timore di nuove possibili catastrofi ambientali causate dall’intervento dell’uomo, ci ha reso dei consumatori più consapevoli. I brand che investono nell’ecosostenibile sono adesso i più premiati.

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4. Intrattenimento Video È stato certamente l’anno più proficuo per i colossi dell’intrattenimento digitale, Netflix, Disney+, Amazon Prime, che hanno visto aumentare in maniera imprecedente il numero dei nuovi subscribers.

5. Elettronica di Consumo Sia per esigenze di lavoro che di intrattenimento, si investe di più sulla tecnologia di casa, in primis modem e strumenti per il potenziamento della connessione, insieme ad antivirus, molto spesso acquistati dalle aziende per proteggere i dispositivi degli smatworkers, monitor, cavi e prolunghe, stampanti, webcam e console.

6. Casa/Ufficio Con molte aziende che guardano allo smart working come una possibilità di lavoro destinata a rimanere, aumenta l’acquisto di stazioneria e arredamento da lavoro, come poltrone ergonomiche e scrivanie pieghevoli, che trasformano un angolo di casa in ufficio permanente.

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7. Podcast Stando ai dati delle sottoscrizioni, l’Europa in particolare ha visto un aumento del 53% nell’ascolto giornaliero di podcast. Come la radio ma on-demand, i podcast possono essere seguiti o lasciati da sottofondo mentre si svolgono altre attività, come cucinare, riordinare l’armadio, portare a spasso il cane o durante le interminabili attese in fila ai supermercati. A differenza di altro tipo di intrattenimento, soprattutto visivo, i podcast possono essere digeriti mentre si rimane produttivi e nella maggior parte dei casi ci offrono informazioni utili diventando una vera e propria fonte educativa. I più popolari sono infatti quelli che hanno come ospiti esperti sempre diversi e capaci di intrattenere e allo stesso tempo informare.

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8. Pulizia degli ambienti e Igiene Seppure l’acquisto sfrenato di prodotti igienizzanti non ha più i picchi da panico di inizio pandemia, le compagnie professionali di pulizia rimango tra i business più proficui di questo periodo e sono destinate a rimanerlo a lungo, almeno finché saranno attive le ferree norme igieniche previste per la pulizia dei luoghi pubblici.

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9. Vitamine e Integratori È aumentata la caccia ai rimedi, naturali o sintetici, che possano garantire un supporto alle difese immunitarie, i prodotti più presenti nei carrelli dei consumatori sono quelli contenenti vitamina C, D e curcumina.

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10. Home Decór Spendendo più tempo tra le mura domestiche, il nostro sguardo è diventato più intransigente nei confronti di consunte tappezzerie e pareti sbiadite, aumenta così la voglia di rinnovare il proprio nido con soluzioni fai-da-te, e sembra che in tutto il mondo in maniera trasversale l’attività più popolare sia stata la tinteggiatura, con aumento di vendite delle pitture da pareti.

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11. Utensili da Cucina Non poter usufruire dei ristoranti, fa riscoprire il piacere della cucina domestica. Cucinare diventa un vero e proprio intrattenimento, con un’impennata nelle visualizzazioni di video tutorial sulla preparazione di pietanze e con la nascita del fenomeno tutto nuovo del kit gastronomico, con ristoranti che inviano direttamente a casa un kit di ingredienti già porzionati e da assemblare per ricreare i piatti più famosi del locale.

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12. Everything Green L’interesse per il giardinaggio e le piante da interni era già una tendenza ben definita degli ultimi anni e portata in auge dai Millennials, ma riceve una vigorosa spinta verso l’alto in questo periodo dove certamente si ha più tempo per prendersi cura del giardino di casa.

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13. Animali Domestici Gli amici a quattro zampe hanno rappresentato per molti l’unica fonte di compagnia e distrazione durante le lunghe settimane di lockdown. La loro fedeltà è stata ripagata con un aumento degli acquisti di gadgets e forniture per animali. In testa alle classifiche negli acquisti in Italia sono i giochi per i cani domestici, negli Stati Uniti sono aumentate le vendite delle casette/mangiatoie/piscine per gli uccellini selvatici, ed in Corea la vera passione è l’acquario in-door.

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14. E-learning Non tutti abbiamo avuto il privilegio di poter mantenere le nostre routine lavorative da casa, ma i tanti che sono stati obbligati ad una pausa di carriera forzata, hanno messo a frutto questo periodo per lavorare sulla crescita personale. L’e-learning è fortunatamente una realtà esistente da tempo e ben strutturata, ed ha offerto a molti lavoratori la possibilità di completare corsi di formazione e aggiornamento. Anche università come Stanford e Harvard hanno deciso di rendere pubblici e gratuiti alcuni dei più prestigiosi corsi.

15. Saldi L’incertezza sulla condizione economica futura è tra le note dominanti del consumatore 2020, che preferisce adesso impiegare più tempo nella ricerca di un’offerta piuttosto che acquistare immediatamente e a prezzo pieno. Questo vuol dire per i fornitori, tempi di conversione più lunghi e necessità di ridurre i prezzi dove possibile per accomodare la domanda.

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16. Accessori per la Forma Fisica L’attività fisica è uno stimolo importante per la salute di corpo e mente, con palestre e piscine chiuse, Amazon ha spedito migliaia di tappetini yoga ed attrezzi direttamente nelle nostre case. Canali Youtube dedicati al fitness se prima sconosciuti sono diventati adesso il nostro appuntameneto quotidiano e molte palestre hanno convertito i propri corsi facendoli diventare dei meeting su Zoom.

17. Alcool Forse nelle lunghe sere passate a casa abbiamo ceduto alle riserve della cantina concedendoci qualche bicchiere di troppo, è questo l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale per La Sanità secondo cui in situazioni di reclusione, dove molte strategie per la gestione dello stress, come la corsa o la socializzazione, sono state largamente soppresse, l’abuso di sostanze alcoliche facilmente reperibili diventa un temibile sostituto. Tra i paesi più colpiti dal fenomeno, la Spagna. Alcuni paesi, come Sud Africa, Groenlandia e Hong Kong, hanno completamente vietato la vendita di sostanze alcoliche durante il lockdown, in quanto avrebbe “facilitato la socializzazione” e dunque aggravato il contagio.

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18. Intrattenimento per Bambini Veri eroi del covid, i bambini di tutto il mondo che hanno dovuto rinunciare a socializzaze e correre all’aria aperta, dando ai genitori l’arduo compito di intrattenerli in un’atmosfera felice. Chi è riuscito a resistere alla tentazione del tablet, ha scelto per i propri figli di acquistare giochi da tavolo, con un nostalgico gusto anni ’90, ritorna vittorioso il mega puzzles, da costruire insieme con tutta la famiglia.

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19. Trattamenti di bellezza Non che prima non curassimo l’aspetto fisico, ma con i centri estetici sbarrati, molti dei trattamenti solitamente ricevuti da mani esperte nei saloni di bellezza, sono per esigenza diventati parte del fai-da-te da quarantena, con le tinte per capelli tra i prodotti più venduti, seguiti dai kit per manicure.

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20. Dulcis in fundo Online Dating perché l’esigenza di trovare un partner non si ferma neanche con la pandemia. Sembra infatti che per la prima volta dalla nascita, i siti di online dating stessero subendo un’inflazione, con utenti sempre più annoiati e insoddisfatti. Questo era almeno lo scenario prima che ci trovassimo tutti confinati in casa a rischio pandemia. Negli ultimi mesi infatti i gestori dei siti d’incontro hanno visto un ritorno di traffico senza precedenti e gli ingegneri stanno lavorando senza sosta per mantenere alto il volume di iscritti, aggiungendo funzionalità sempre nuove come le dirette live da condividere con il tuo pubblico di ammiratori.

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Affiliate Marketing: 10 Benefici per la piccola impresa

Quante volte abbiamo acquistato un prodotto solo perché qualcuno di fiducia ce ne ha parlato? 

La raccomandazione da parte di un’autorità influente, è il principio su cui si basa l’Affiliate Marketing, concetto molto antico nella vendita ma particolarmente attraente ai giorni nostri grazie ai nuovi canali di comunicazione e all’avanzamento tecnologico che ci permette di dimostrare in maniera sempre più chiara i risultati di quello che prima veniva considerato semplice passaparola.

La strategia affiliativa permette di introdurre il tuo prodotto ad un nuovo pubblico, attraverso la reputazione di chi quel pubblico lo conosce e ne ha guadagnato la piena fiducia.
Si tratta di un rapporto di rappresentanza dove gli attori sono l’affiliato (produttore) e l’affiliante (testimonial, influencer, brand ambassador) che sponsorizza il prodotto in cambio una commissione. Nei rapporti più complessi tra affiliante e affiliato può esistere un intermediario chiamato Network di Affiliazione che mette in contatto le parti e ne gestisce la relazione.

(Abbiamo intervistato sul nostro Podcast, Stefano Cicchini, content creator e influencer nel settore food/travel/automobile, che ci ha aiutato a capire come trovare l’influencer giusto per la tua azienda e come costruire un rapporto di collaborazione. Puoi ascoltare l’intervista cliccando sul nostro canale: Cittadini Digitali)

Di seguito i 10 motivi per cui dovresti affinare le tue conoscenze e mettere in pratica subito la tua prima strategia in Affiliate. Soprattutto se sei una piccola impresa.


1. Raggiungi un pubblico più vasto 
Riuscire ad attrarre l’attenzione di tutti è impossibile, ma un rapporto di collaborazione attraverso Affiliate Marketing può ampliare il tuo raggio di popolarità, aggiungendo ai tuoi contatti il pubblico del tuo affiliante.

2. Espandi il tuo Team
Collaborare con un professionista esterno è come allargare il proprio dipartimento marketing, senza dover passare per le burocrazie dell’assunzione ed i costi del training.

3. Aumenti il Ranking del sito
Il testimonial al fine di sponsorizzarti, distribuirà il link del tuo sito sui suoi canali, aumentando il numero di citazioni online e la possibilità che nuovi utenti atterrino sulla tua pagina. Essere sponsorizzato da un influencer inoltre stuzzica la curiosità del pubblico aumentando il traffico organico dai canali di ricerca. 

4. Paghi per Performance
Nell’Affiliate Marketing la commissione viene pagata solo dopo che è stata effettuata l’azione stabilita, che può essere l’acquisto, il lead, il click o le 1000 visualizzazioni. 

5. Trasparenza dei Costi
Non essendoci la fluttuazione delle aste tipica del mercato PPC, il costo per risultato può essere previsto e pattuito a priori.

6. Brand Awareness
L’Affiliate Marketing non solo rende il tuo brand noto ad un pubblico più amplio, ma ti consolida anche tra gli utenti che già ti conoscono, rinforzando gli sforzi pubblicitari sostenuti in precedenza.

7. Brand Reputation
Chi ti rappresenta si schiererà a favore del tuo prodotto, valorizzandolo con la propria reputazione (per questo motivo è importante lavorare solo con ambassadors con cui vorresti il tuo brand associato).

8. Mercati Stranieri
Attraverso l’aiuto dell’Affiliate Marketing, puoi raggiungere non solo nuovi pubblici ma anche nuovi mercati, affidarsi ad un’agenzia Network può essere in questo caso la soluzione migliore per essere connesso in poco tempo con il testimonial giusto.

9. Semplice Realizzazione
Il lavoro di preparazione è minimo se paragonato a qualunque altra strategia di marketing.

10. Inizia con i tuoi Clienti
Il modo più semplice e genuino per cominciare è attraverso il coinvolgimento della clientela esistente, soprattutto se la tua attività prevede una ciclicità delle vendite. Sono infiniti i modi per fidelizzare la clientela ed assicurasi che sia sempre motivata a spendere una parola di supporto, basta essere creativi e generosi.

Photo by GREG KANTRA on Unsplash


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Il tuo primo Piano Marketing

In questo articolo trovi 9 consigli pratici che ti guideranno nella realizzazione di un piano d’azione per la tua prima strategia di marketing. Le previsioni che annoti su questo piano marketing non sempre rispecchiano quella che sarà la tua posizione d’arrivo, ma ogni piano d’azione rappresenta un essenziale punto di partenza senza il quale il tuo progetto rimane solamente un’idea. Buon Lavoro!

1. Considera il valore sociale di quello che stai offrendo
Un passaggio che spesso viene sottovalutato è la sottoposizione del proprio prodotto a onesta critica.
Abbiamo per le mani qualcosa che va a rispondere ad una determinata necessità sociale, e quindi va ad aggiungere valore a questa società, o stiamo per lanciare l’ennesimo prodotto di cui non si sentiva la necessità e che andrà ad intasare ulteriormente l’ecosistema reale/virtuale in cui viviamo?   
È possibile certamente marketizzare e monetizzare anche dal superfluo, ed è quello che viene fatto giornalmente attraverso un utilizzo poco etico del marketing.
Noi Cittadini della Nuova Era dovremmo imparare tuttavia ad essere più coscienti e consapevoli del nostro impatto sul pianeta ed impegnarci dove possibile a risolvere dei problemi e non a generarne di nuovi. 

2. Identifica il pubblico che può beneficiare della tua offerta
Per fare in modo di offrire il tuo prodotto agli utenti giusti, è essenziale avere un’idea chiara di chi siano questi utenti.
Identificare il pubblico è frutto di un lavoro di ricerca in continua evoluzione, se non hai ancora alcuni dati relativi alla tua clientela a cui fare riferimento, Questo Articolo ti propone 2 strumenti gratuiti per definire le tue prime buyer persona partendo da ricerche realizzabili sui social.

3. Scopri dove si trova quel pubblico 
Il luogo del pubblico è lo spazio reale o digitale in cui il tuo target spende del tempo dedicando la propria attenzione. 
Le piazze oggi sono in continua crescita, tra posizionamenti social, web, podcast.
Non sottovalutare i posizionamenti del marketing tradizionale, eventi a cui potresti prendere parte, conferenze o fiere in cui presentare il tuo prodotto, donazioni fatte a comunità filantropiche vicine al tuo pubblico.
Considera nei posizionamenti anche l’associazione commerciale del tuo brand con dei testimonial ( Leggi 10 Benefici dell’Affiliate Marketing)

4. Studia la concorrenza
È difficile essere gli unici nel mercato, ma se il tuo prodotto ha superato l’autocritica di cui al punto 1. non avrai concorrenza da temere. La concorrenza è sempre una realtà arricchente, ci guida con l’esempio, ci fornisce una proiezione di cosa è possibile costruire e ci motiva a continuare quando pensiamo che i nostri progetti non siano realizzabili. Se la concorrenza è riuscita a realizzare quello che per noi è un sogno, quel sogno può diventare anche la nostra realtà.

5.Crea il tuo messaggio
Adesso che conosci i punti di forza del tuo prodotto, le esigenze degli utenti che ne beneficeranno ed il panorama in cui questo prodotto va ad inserirsi, è il momento di entrare in scena e presentarsi.
La personalizzazione del messaggio promozionale è la parte più complessa del lavoro di un marketer. Il messaggio deve adattarsi ai diversi utenti, ai diversi contesti in cui gli utenti si trovano e alle diverse fasi del percorso d’acquisto.
Partendo dalle osservazioni che hai ricavato al punto  3, stabilisci il formato in cui trasmetterai il tuo messaggio, tenendo in considerazione sia metodi digitali che tradizionali. È il momento di pensare se comunicherai attraverso testi, audio, immagini o video. 
Crea con i tuoi messaggi un percorso che possa accompagnare l’utente dal momento della scoperta del tuo prodotto fino all’acquisto, offrendo sempre contenuti utili e piacevoli.
In Questo Articolo , troverai maggiori spunti per la creazione di contenuti per il tuo pubblico.

6. Disponi le risorse 
Buona parte del marketing per la fase iniziale può essere condotto in maniera organica, ma il fatto che tu non stia pagando degli spazi pubblicitari non implica che tu non stia disponendo delle tue risorse. 
Considera il tempo che tu e i tuoi collaboratori dovrete dedicare giornalmente alla realizzazione del piano marketing. Se decidi di rivolgerti ad un professionista, considera quanto capitale hai disponibile da investire e per quanto tempo sei disposto ad investire prima di poter ricevere un guadagno.

7. Dividi i compiti
Se la tua impresa è formata da un team di collaboratori, il modo migliore per raggiungere risultati è la divisione dei compiti. Anche quando pensi di poter gestire tutto da solo, delegare è sempre la soluzione migliore. Delegare aumenta la responsabilizzazione del tuo team, e assegnare un responsabile ad ogni attività, renderà più semplice tenere traccia dello stato dei lavori.

8. Stabilisci le date
Strettamente collegato al punto precedente è l’aspetto temporale, insieme alla divisione dei ruoli, fissa delle date entro le quali le diverse operazioni dovranno essere portate a compimento. 
Il modo più semplice per essere sempre consapevoli dei progressi o dei rallentamenti, è mantenere un registro delle attività svolte giornalmente.
Tenere contabilità del tempo ti aiuterà a definire i traguardi in maniera più realistica e ad affrontare il percorso con un approccio più pratico

9. Preparati a doverlo riscrivere
Il piano è solo un punto di partenza e deve essere considerato come un’entità organica più che come un documento.  
Durante l’esecuzione del piano marketing, inizierai a ricevere delle risposte da parte del pubblico. Quelle reazioni (o l’assenza di reazioni) vanno a formare una cassaforte di dati che tu non puoi semplicemente mettere da parte continuando nell’implementazione del piano, quei dati ti presentano la realtà delle cose e sono i tuoi alleati più preziosi, anche quando ti suggeriscono che il pubblico risponde a caratteristiche diverse da quelle previste o che il tuo prodotto soddisfa altre richieste. 
L’abilità di un marketer sta nella capacità di saper raccogliere ed analizzare i dati e nell’umiltà di praticare aggiustamenti continui adattando quel piano iniziale alla realtà dei dati. Senza quel piano però nessuno avrebbe iniziato a lavorare. 

Photo by Vincent Tantardini on  Unsplash


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Il Colloquio di Lavoro: 3 livelli di prove e come preparasi

Se stai leggendo quest’articolo, sei riuscito ad attirare le attenzioni di un recruiter ottenendo l’invito ad un colloquio. 
Congratulazioni, puoi tirare un respiro di sollievo perché hai superato la parte più competitiva, emergere tra i tanti candidati.
Adesso che sei stato selezionato puoi contare sulla tua preparazione, e se le tue capacità incontreranno le esigenze del ruolo e di chi ti assume, non c’è motivo perché tu non riceva un’offerta di lavoro. 

Se stai ancora aspettando la telefonata di un recruiter, ti consiglio di leggere prima questo articolo, che ti fornirà i consigli per far emergere il tuo curriculum dalla massa, Cerchi Lavoro? Pensa come un Marketer

È difficile che tutto si concluda in un colloquio, il processo di assunzione è un percorso complesso composto da un numero variabile di prove, ognuna delle quali andrà a valutare un aspetto differente dalla tua personalità, della tua esperienza e la forza delle tue motivazioni. Si tratta di solito di 3 prove, anche se alcune aziende in base alle esigenze e all’anzianità del ruolo, potrebbero avere un numero di prove più elevato. 

In questo articolo, capirai come si struttura il processo a partire dal momento in cui il tuo curriculum è stato selezionato, riceverai una visione dettagliata dei 3 livelli di colloquio e ti verranno offerte strategie per prepararti al meglio.



I 3 Livelli di Colloquio


1. La Telefonata

Anche chiamato background check, è il livello più elementare del colloquio con cui il recruiter vuole accertarsi che tu esista, che tu sia la stessa persona descritta nel CV, e che tu sia ancora interessato a quel ruolo. 
Questo primo colloquio è una telefonata che può essere anticipata da una mail, in cui si concorda giorno e ora, o che può arrivare in maniera inattesa. Una volta inviato il curriculum, è bene che tu sia sempre pronto ad essere contattato.
In questa fase il recruiter si trova con una lista copiosa di candidati e di numeri di telefono da scorrere. Se tu non rispondi alla telefonata, il recruiter passerà al prossimo nella lista. Se rispondi ma hai inviato il tuo curriculum a troppe aziende e adesso non sei sicuro su chi ti stia chiamando, il recruiter passerà al prossimo nella lista.
Per evitare dunque di fallire nella prova più semplice metti in pratica questi 2 accorgimenti: 

  • Prepara un file per ogni azienda con cui ti candidi
    Non appena inviato il curriculum, salva in un file job-description e qualunque altra nota relativa a quel ruolo.
  • Rispetta il tempo di chi ti sta chiamando
    È probabile che il recruiter organizzi il suo tempo in spazi di 30 minuti, con l’obbiettivo di contattare un nuovo candidato ogni 30 minuti. Per facilitarlo a rispettare i suoi impegni, chiedi quanto tempo ha a disposizione per questa telefonata, e calibra di conseguenza la lunghezza delle tue risposte. 
    Per evitare di dilungarti nelle risposte con la tentazione di voler dire tutto, ascolta attentamente le domande. In questo livello di colloquio il tuo interlocutore vuole accertarsi di situazioni semplici: la tua capacità di usare un linguaggio professionale, la conferma delle tue esperienze sul curriculum, il grado di consapevolezza nei confronti della compagnia e del ruolo per cui ti stai candidando. Se tutto questo risulta in linea con le aspetattive, ti verrà chiesto anche di specificare le tue aspirazioni di guadagno e la data da cui sei disponibile a cominciare. 
    Non raccontare dunque l’intera odissea della tua carriera, ma offri una risposta chiara e soddisfacente a queste semplici curiosità.

Se hai la mail del recruiter, contattalo a fine giornata per ringraziarlo del tempo dedicato e per riassumere in una lista i tuoi punti di forza che ti rendono il candidato ideale. Se il recruiter non ha avuto tempo di prendere nota, la tua email gli rinfrescherà la memoria.


2. Risoluzione di un problema tecnico

Questa prova è più complessa del background check, ma ci sono meno possibilità di fallire in quanto ti sarà dato il tempo sufficiente per prepararti. 
In questa seconda prova vieni testato con la risoluzione di un problema tecnico, svolgere un’attività tipica del ruolo per provare le tue competenze professionali. 
Per farti un esempio, potrebbe trattarsi di leggere una lastra radiologica se sei un medico, di riconoscere una rotta se sei un aviatore o di ottimizzare una strategia pubblicitaria, se sei un marketer. 
L’errore da evitare anche in questo caso è di scendere troppo nei dettagli e voler dire tutto quello che si legge su quella radiografia, su quella mappa o su quei dati pubblicitari. 
Buttandoti a capofitto sul dettaglio, corri il rischio di sembrare poco strategico, incapace di sintesi, confuso se non addirittura insicuro della tua preparazione.

Ricorda sempre che il recruiter conosce nulla e poco della parte tecnica del tuo lavoro, non è un collega, ha studiato Risorse Umane. Insieme al recruiter a giudicarti dovrebbe esserci il tuo supervisore, che avrà maggiore familiarità sulla parte tecnica, ma anche in questo caso le sue competenze potrebbero essere diverse dalle tue. Del resto se stanno assumendo te, sei tu la persona chiamata a svolgere quel lavoro.
L’approccio migliore è dunque affrontare la prova pensando di dover riportare a chi non è addetto ai lavori.  Usa la tua logica per dimostrare abilità di sintesi e comunicazione.  Non esiste una risposta giusta o sbagliata, purché tu riesca a giustificarla usando un ragionamento in linea con la tua professione. 
Per essere sicuro che la tua risposta sia completa, chiedi alla fine di ogni passaggio se è il caso che tu espanda. 


3. Colloquio con un pannello di intervistatori

Se sei arrivato a questo livello, congratulati con te stesso perchè sei riuscito a dimostrare che sei il professionista capace di svolgere quel ruolo! Adesso è il momento di capire se sei la persona giusta per lavorare in quell’azienda, al fianco di chi intervista.
Quest’ultimo colloquio avviene di fronte ad una schiera di esaminatori, di solito 4-6, a volte unanimemente, ma più spesso in maniera singola per 30 min ciascuno.
Ognuno di essi ricopre un ruolo differente nell’azienda, si tratta di figure con cui tu avrai a che fare qualora dovessi essere assunto.

La chiave per superare questo colloquio è capire i ruoli che i tuoi esaminatori ricoprono e adattare le tue risposte alle esigenze di chi ti interroga.
Per farti un esempio, se vieni intervistato dal Direttore della compagnia, l’argomento principale di discussione saranno le entrate, i guadagni.
Qualunque domanda ti faccia, la tua risposta deve soddisfare la sua unica curiosità: come farai guadagnare l’azienda (Esempio: “parlami della tua esperienza passata?” Risposta corretta “Ero il leader di un team che fatturava $$$ per anno, con crescita %%% per quarter e investimenti costanti $$$”).

La possibilità di domande è infinita: potrebbero sottoporti a domande di competenza tecnica, domande sulla tua personalità, problem-solving e risoluzioni di situazioni ipotetiche. 
Se le domande sono infinite,  le risposte in realtà sono tutte prevedibili e determinate, rendendo possibile una preparazione che non lasci nulla al caso.
Tutte le domande possono essere ridotte in 3 macro argomenti:

  • La tua esperienza
    Torna al tuo file, dove hai salvato la descrizione del ruolo, e per ogni punto su quella lista, prepara degli esempi di situazioni simili gestite nella tua esperienza professionale. Esercitati a spiegare, situazione per situazione, cos’è accaduto, come hai gestito il caso, con quali risultati. Prepara una versione per ogni esaminatore che sia ammiccante al suo ruolo.
  • L’azienda
    ricerca tutto quello che riesci a trovare sulla compagnia, sito web,  canali social, interviste al CEO, articoli scritti da terzi. In modo da avere un’idea chiara sulla storia dell’azienda, l’attività attuale e prossimi sviluppi
  • Il panorama
    ricerca i concorrenti diretti e analizza similitudini e differenze, valutando punti di forza dell’azienda e possibilità di miglioramento.
    Guarda in generale al futuro del settore in cui la compagnia opera e individua i prossimi trend

Con questo tipo di preparazione ti sarà più semplice anche pensare alle famose domande da rivolgere ai tuoi esaminatori a fine colloquio.
Le domande finali possono fare la differenza e rappresentano una possibilità che non dovresti perdere. Anche in questo caso, modellale sul ruolo professionale del singolo interlocutore.


Finito l’ultimo colloquio, scrivi una mail al responsabile delle risorse umane che si è occupato del tuo fascicolo, ringrazialo per il tempo dedicatoti e per averti considerato idoneo al punto da darti la possibilità di essere intervistato dai tuoi potenziali colleghi. 
Gli esseri umani infondo giudicano con la pancia anche quando credono di usare il cervello, e il candidato migliore è sempre quello con cui ci sentiamo più a nostro agio, il mestiere si apprende, le procedure si imparano sul campo, ma buone maniere e rispetto sono le qualità che ci porteranno a firmare quel contratto.

Inboccalupo!

Photo by Tim Gouw on Unsplash


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Il Leader che Ascolta

L’ascolto è una di quelle capacità in cui ti consiglio di investire caro Leader, perché il modo in cui ti poni in una conversazione rivela al mondo importanti aspetti sociali di te stesso, le tue buone maniere ed il tuo rispetto verso il prossimo, elementi essenziali per mantenere relazioni che contano e costruire la tua carriera.

In questo articolo andremo ad analizzare i diversi livelli di ascolto, i difetti più comuni dell’ascolto e  come diventare degli ottimi ascoltatori, capaci di elevare noi stessi ed il tono delle conversazioni a cui partecipiamo.

Si parla spesso di comunicazione e tecniche per comunicare in maniera efficace, tuttavia se ci fermiamo a riflettere, l’ultima volta che ci siamo intrattenuti in una buona conversazione probabilmente eravamo in compagnia di un abile ascoltatore.
Tendiamo spesso a sottovalutare il potere dell’ascolto considerandolo una capacità innata dell’essere umano, in realtà l’ascolto è un’arte, fatta di regole che vanno apprese e raffinate durante il corso di una vita.



Che ascoltatore sei?

1. Ascoltatore Olistico: comprendere il significato generale

L’Ascoltatore Olistico è quella persona in grado di comprendere il significato generale di una conversazione e di sintetizzare argomenti complessi in passaggi semplici. 
Questo tipo di ascoltatore riesce a costruire nella propria mente lo scheletro del discorso usando un modello logico  origine-avvenimenti-conseguenze. Si aiuta anche con la creazione di immagini che proiettano, come in un film, la conversazione di chi racconta. 
Se appartieni a questa categoria, sei un ottimo ascoltatore quando la conversazione è di tipo narrativo, ma tendi a perdere attenzione quando si parla di dettagli che, essendo spesso difficili da visualizzare, passano come inascoltati.
Questo tipo di ascolto in ambito professionale potrebbero portare a conseguenze imbarazzanti, se non addirittura minare la tua carriera. Quanto è credibile un leader che non riesce a trattenere i dettagli?

[Breve esempio di vita reale: Nella compagnia in cui lavoro, a causa di un problema di ascolto abbiamo rischiato di mandare all’aria la relazione con uno dei clienti più importanti. Eravamo responsabili di un’enorme spesa pubblicitaria per una casa di moda, una promozione globale. Ad incontrare il cliente abbiamo inviato uno dei nostri consulenti più brillanti, che ha svolto un lavoro fantastico programmando campagne differenti per nazione. Finché un pomeriggio riceviamo una telefonata dell’agenzia del cliente, che animosamente ci chiede di bloccare qualunque pubblicazione perchè il cliente stesso, in vacanza in Brasile, è stato targetizzato da un annuncio che sponsorizza un prodotto che non esiste più in Brasile. 
Le campagne promozionali dovevano essere terminate nelle varie nazioni in date differenti, ma il nostro consulente non ricordava questo dettaglio. Dopo tutto il lavoro svolto, si trova adesso responsabile di un rimborso e con un rapporto di fiducia da ricostruire da zero con uno dei clienti più prestigiosi.
Se il consulente avesse saputo di essere un ascoltatore olistico, probabilmente avrebbe preso maggiori precauzioni]

Per evitarti inutili complicazioni, puoi considerare queste due soluzioni: 

– Investi in un’agenda da portare sempre con te, che abbia anche lo spazio per contenere una penna, in modo da prendere nota dei dettagli.
Oltre a tenere la tua mente concentrata nell’ascolto, è dimostrato che prendere nota durante una conversazione dimostra all’interlocutore il nostro senso di responsabilità ed eleva il tono generale della conversazione, l’interlocutore infatti, non solo si sentirà lusingato ma farà anche più attenzione ai contenuti che ti trasmette. 

– Esercita la tua memoria, con il tempo ti aiuterà a prestare più attenzione durante l’ascolto. Per questo training ti rimando ad un blog curato da un campione della memoria, Matteo Salvo (vincitore di competizioni internazionali), ed in particolare a Questo Articolo in cui vengono offerti suggerimenti pratici per allenare concentrazione e memoria.


2. Ascoltatore Analitico: ricordare i dettagli

All’antipodo dell’Ascoltatore Olistico, c’è poi l’ascoltatore analitico, la persona in grado di ricordare ogni dettaglio, tutto quello che è stato detto anche a distanza di anni.
Questo tipo di ascoltatore non ha bisogno di contesto, non ha bisogno di sapere il perché,  o il come avviene una determinata cosa, riesce semplicemente ad ascoltare e ad assimilare le singole parole.
Se appartieni a questa categoria, chi si trattiene in conversazione con te apprezza certamente l’attenzione che tu dedichi. Nonostante le tue capacità siano evidenti, tuttavia se vuoi essere un buon ascoltatore anche tu hai bisogno di attuare dei miglioramenti, cercando di non dare eccessiva importanza ai dettagli, perché a volte il senso del discorso si trova da un’altra parte. 
Il problema dell’Ascoltatore Analitico diventa chiaro quando interviene in una conversazione con domande eccessivamente specifiche, a volte del tutto inutili, che spezzano il flusso del discorso di chi sta parlando e danno all’interlocutore l’impressione di essere ascoltati ma non compresi.

[Breve esempio di vita reale: Mi trovo a facilitare un brainstorming per lavorare su una nuova strategia pubblicitaria in seguito ai cambiamenti causati dal coronavirus. In una lavagna raccolgo il feedback di tutti i partecipanti: c’è chi dice che bisogna optare per un messaggio dal tono rassicurante, c’è chi dice che bisogna inserire il verde, colore che invia vibrazioni curative associate alla salute fisica. Ecco che il designer si inserisce nella conversazione chiedendo se il verde a cui si fa riferimento sia il verde smeraldo o il verde trifoglio, così lui può annotarne il codice. 
Ovviamente nessuno in quel momento aveva una risposta né si poteva trovare una risposta ad un problema appartenente ad una fase progettuale successiva, così l’intervento è stato dismesso come inutile.
Se il designer fosse stato consapevole di possedere un ascolto analitico, si sarebbe chiesto quanto quella sfumatura di verde fosse effettivamente rilevante nel contesto.]

Se, quando intervieni in una conversazione, il tuo interlocutore ti interrompe per farti notare che “non è questo il punto”, probabilmente appartieni alla categoria degli Ascoltatori Analitici.
Il consiglio per te è di ascoltare pensando di dover riportare la conversazione ad un ragazzino di 12 anni, che non conosce assolutamente nulla dell’argomento e ha poco tempo a disposizione. La sfida per te sta nel sintetizzare quello che ascolti e ridurlo all’essenziale. 
Per esercitarti, utilizza la tua serie TV preferita, prova a sintetizzare ogni episodio e poi l’intera serie usando solo 500 caratteri.


3. Ascoltatore Intuitivo: comprendere il non detto

La terza dimensione dell’ascolto è la comprensione dei messaggi non verbali, quei significati non detti che si evincono tra le righe. 
L’Ascoltatore Intuitivo è capace di analizzare in pochi istanti espressioni facciali, tono della voce, postura e altri indizi e costruire un messaggio che si aggiunge alle parole.
Questa è forse la facoltà dell’ascolto più difficile da apprendere e nonostante ci siano tante tecniche per l’interpretazione del linguaggio non verbale, la verità è che bisogna accettare il fatto che per alcuni di noi è semplice interpretare quello che non viene detto,  per altri invece l’intuito non si sviluppa neanche dopo una vita di incomprensioni e giudizi errati. 
Per questo motivo, se ti trovi spesso stupito di come un collega abbia reagito, o se non ti aspettavi che una situazione potesse evolversi in una certa maniera, il mio consiglio è di lasciar perdere lo studio del non verbale ed individuare nel tuo circolo di persone fidate, la persona dotata di innato senso dell’intuito.  Questa persona potrà diventare un tuo consigliere informale, mettila a conoscenza di fatti che a te “non tornano” o chiedi il suo parere dopo una riunione importante.

[Breve esempio di vita reale: Riunione con il team, tu manager presenti il nuovo programma, tutti sembrano d’accordo con la tua proposta, chiedi diverse volte il parere dell’aula, il consenso è unanime. Finché qualcuno si spinge esprimendo un leggero dissenso, ed ecco che il collega accanto aggiunge un’altra sfumatura al dissenso e via via come una scultura di domino tutti al tavolo concordano sulle critiche ribaltando completamente quello che era il giudizio positivo iniziale.
Se non ci fosse stato l’intervento del più impavido, probabilmente avresti ringraziato, dichiarato la riunione chiusa e ti saresti messo a lavorare su un piano che sarebbe diventato una disdetta.
Una persona capace di ascolto intuitivo, in quella riunione potrebbe leggere la tensione nell’aria e le espressioni di perplessità, e potrebbe offrirti una chiave di lettura diversa.]


4. Ascoltatore Empatico: empatizzare con l’interlocutore

Infine il 4 livello dell’ascolto è l’Ascolto Empatico. 
Se sei dotato di Ascolto Empatico tendi a valutare quello che ti viene detto sulla base delle emozioni del tuo interlocutore, senti il bisogno di creare una connessione emotiva con chi ti parla perché solo quando sei sincronizzato su questo livello riesci a trovare concentrazione e ad ascoltare. 
Per quanto gli Ascoltatori Empatici siano molto graditi, anche tu hai bisogno di riconoscere che questo tipo di ascolto non può essere utilizzato in tutte le situazioni e devi esercitarti a praticare il distacco emotivo. 
L’ascolto empatico è ciò a cui tutti dovremmo tendere quando dobbiamo ascoltare le lamentele di qualcuno, o più in generale quando vogliamo evitare un conflitto.
Se il tuo cliente esprime delle insofferenze, abbandona la tentazione di risolvere il problema e diventa un ascoltatore empatico, parla il meno possibile e concentrati a capire la posizione di chi sta parlando. Quando intervieni rafforza quello che il tuo interlocutore sta dicendo e dimostragli che capisci la sua posizione, altrimenti intervieni per fare domande che ti aiutino a capire la sua posizione (puoi spiegarmi meglio cos’è accaduto in questo passaggio? …puoi dirmi nel dettaglio quale danno ti è stato causato?). 
Non puoi invece cercare una connessione emotiva se sei dal medico che ti sta prescrivendo la terapia.
In generale l’Ascolto Emotivo può non esserti d’aiuto in tutte quelle situazioni in cui stai ricevendo delle istruzioni, quando quella conversazione deve trasformarsi in azione.
Per aiutarti a concentrarti sulle azioni e non sullo stato d’animo dell’oratore, anche in questo caso, prendere nota può essere d’aiuto.



Problemi dell’ascolto 

Adesso che sappiamo un po di più il nostro stile di ascoltato, vediamo 3 difetti che più comunemente incontriamo in chi ascolta, o probabilmente in noi stessi.

  1. Chi non ascolta
    Il difetto più evidente è la mancanza di ascolto, quando la nostra mente viene rapita da altri pensieri e prima di potersene accorgere siamo già via. 
    Una piccola percentuale di responsabilità per la distrazione può essere imputata all’oratore, che magari non è particolarmente vivace, utilizza un monotono, o si esprime in maniera poco chiara, ma da ultimo, siamo adulti e consapevoli e per quanto l’oratore possa essere noioso o l’argomento arido, trovare un modo per riuscire ad ascoltare è sempre nostra responsabilità. 
    La mancanza di concentrazione è la causa principale della distrazione, problema dilagante nella nostra era, facilitata da una tecnologia che ci procura stimoli continui e contenuti istantanei, essendo l’argomento così complesso, Cittadini Digitali vi rimanda ad un articolo separato.
  1. Il Multitasker
    Simile al distratto, il multitasker e’ tra gli ascoltatori più fastidiosi con cui interagire.
    Nonostante vengano pubblicati giornalmente nuovi studi sull’inefficienza del multitasking, il multitasker e’ convinto che può ascoltarti e contemporaneamente finire di scrivere la mail, spulciare la risma di documenti sulla scrivania, scrollare lo schermo del telefonino. Ammettendo che per qualunque disturbo dell’attenzione, svolgere altre attività ci aiuti nell’ascolto, questa pratica non aiuta di certo chi ha bisogno di conversare con noi.
    Quante volte vi e’ capitato di perdere il filo del discorso distratti dai movimenti del multitasker? Quante volte volevate intraprendere una discussione profonda e poi vi siete trovati a parlare del superficiale? 
    Posate dunque quei telefonini, smettete di ticchettare quelle penne, giratevi composti verso l’interlocutore e guardatelo negli occhi quanto possibile.
  1. Chi interrompe
    Questa categoria di ascoltatori rientra nella mia lista degli insopportabili solo dopo aver vissuto per oltre un decennio in paesi anglosassoni e scandinavi. 
    In Italia l’interruzione mi sembrava la naturale esecuzione della conversazione, (dici qualcosa in cui concordo? intervengo per mostrarti il mio consenso! Dici qualcosa in cui discordo? intervengo in modo che tu sappia immediatamente che la penso diversamente!)
    L’intervento non mi e’ mai sembrato una “interruzione” anche perché l’interlocutore in Italia continua sempre nel suo discorso e non si creano pause. 
    Con mio stupore, in altre parti del mondo quando “intervengo”, il mio interlocutore non continua a parlare ma si immobilizza, ed a quel punto mi trovo quasi a dover spiegare che no, non intendevo continuare la conversazione e ad invitarlo a riprendere da dove si è interrotto.
    Solo dopo essere stata per anni colpevole di interruzioni e fili persi, ho capito che c’è un momento specifico in cui intervenire durante una conversazione, che corrisponde con il momento in cui l’interlocutore ha finito di esprimere il proprio concetto.
    Ho capito anche che l’abilità di parlare uno sull’atro è dono di pochi. 
    Attendere il tuo turno ti sembrerà inizialmente la cosa più innaturale, ti morderai la lingua e penserai che tutto ciò sia ridicolo. Col tempo invece apprezzerai che il “non-intervenire” significa essere concentrati ad ascoltare, significa non seguire il proprio flusso di pensieri, non prevedere quello che l’altro vuole dire e non pensare quello che vogliamo dire.

Con il tempo ti accorgerai che l’ascolto non è una capacità innata, ma è un’arte che va imparata e perfezionata e che forse anche tu come molti altri, non eri stato mai educato all’ascolto prima. 

Photo by Catherine Zaidova on Unsplash


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Inbound Marketing

introduzione / benefici / le 4 fasi con cui si realizza

Cos’è?

L’Inbound Marketing è una strategia a lungo temine usata nel marketing contemporaneo per attrarre e fidelizzare la clientela.

Si basa sul principio della reciprocità, nel senso che ci si aspetta di ricevere un guadagno solo dopo aver offerto un valido contributo. Contributo che di solito prende la forma di un contenuto multimediale, un blog con la risoluzione di un problema, un video contenente un insegnamento, immagini di semplice intrattenimento.

Il contenuto sarà efficace se sarà in grado di offrire all’utente:

Quello che sta cercando
Nel luogo in cui lo sta cercando
Nel momento in cui ne ha di bisogno

Benefici

Come tutte le azioni che si fondano sulle buone intenzioni, l’Inbound Marketing ha dimostrato negli anni di essere una soluzione efficace per la realizzazione di risultati positivi:

→ generazione di contatti più qualificati
→ diminuzione dei costi pubblicitari
→ crescita dei guadagni

Alla luce dei guadagni, è semplice immaginare come in poco tempo le aziende si siano adeguate alle nuove tendenze, rivalutando strategie e ridisegnando gli uffici del marketing.
Ecco che i gironi danteschi dei funnel d’acquisto vengono sostituiti da percorsi di tipo ciclico, ed è questo il momento in cui figure professionali prima sconosciute, come il Content Creator e l’UX-Designer, entrano in scena e si fanno posto al tavolo delle decisioni.
Nel percorso di evoluzione durato un decennio, l’Inbound Marketing diventa così una scienza a tutti gli effetti, fatta di regole precise e di passaggi replicabili.

Come si realizza

Per cominciare, bisogna accettare l’idea che il percorso che porta alla conversione non è una linea retta ma è un vortice complesso, fatto di decisioni e di ripensamenti. Ed in questo tortuoso tragitto il ruolo del marketer diventa quello di una guida fidata, che accompagna il potenziale cliente dai primi passi, fino al compimento della conversione ed oltre, impegnandosi ad aggiungere valore in tutte le fasi del rapporto.

In maniera semplificata, vi ripropongo le 4 fasi per realizzare Inbound Marketing, così come definite nel 2010 da Brian Halligan e Dharmesh Shah, fondatori di HubSpot.

  1. Attrarre
    (o essere utili) quando gli utenti devono trovare la soluzione ad un problema, di norma generano una ricerca su Google Search o sul canale più appropriato (Youtube / Social / Amazon / Mail). Essere presenti su questi canali ed avere una soluzione da poter offrire, rappresentano il primo passo per attrarre il potenziale cliente.
  2. Convertire
    se la soluzione offerta al problema è stata utile e genuina, ci sono buone possibilità che l’utente sarà disposto a seguirci al passaggio successivo. Passaggio che solitamente consiste nel cliccare sul link di un prodotto, lasciare un contatto, scaricare un contenuto, accettare un codice promozionale.
  3. Chiudere
    adesso che abbiamo guadagnato la fiducia del potenziale cliente, inizia il momento di intraprendere un dialogo che guiderà l’utente verso la decisione d’acquisto. Si tratta di coltivare il rapporto attraverso l’elargizione di contenuti utili e piacevoli.
  4. Deliziare
    durante l’intero dialogo e dopo la conclusione dell’acquisto, bisogna lasciarsi guidare da una mentalità client-centric, che tenga a cuore gli interessi del cliente con l’impegno di fornire un’esperienza positiva. Seguendo questi passaggi sarà possibile garantire la fidelizzazione del cliente e soprattutto la sua trasformazione in evangelista del marchio, un influencer gratuito, pronto a condividere il nostro brand con nuovi contatti nel suo network.

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash


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Cerchi Lavoro? Pensa come un Marketer

5 passaggi presi in prestito dal Brand Marketing per emergere come il miglior candidato

Come tutti i mercati, anche il mercato del lavoro non si esime dalle leggi della compravendita. Le regole del marketing possono aiutarti ad affrontare la ricerca in maniera più consapevole, ad identificare i tuoi punti di forza e distinguere i contatti chiave, fino a portare il tuo curriculum sulla scrivania giusta, in cima alla risma.
Alla qualità di ciò che vendi, devi comunque pensarci tu.

1 Costruisci il tuo Brand

  • Inizia col redigere una lista delle tue competenze e abbinale insieme per creare una descrizione che sia il più possibile vicina alla figura professionale per cui ti stai candidando, non descrivere il tuo ruolo attuale.
  • Quando scrivi il curriculum, cerca di non trasformarlo in un elenco di mansioni, ma dai spazio ai risultati ottenuti. Chi ti assume vuole che tu sia in grado di incrementare i guadagni della compagnia, preparati quindi a parlare apertamente dei risultati positivi di cui sei stato responsabile e, dove possibile, utilizza cifre.
  • Adesso che la tua identità professionale è chiara, è il momento di dargli un’anima. Trova un racconto che possa unire insieme i punti delle tue esperienze passate, e che sia in grado di srotolare a chi ti ascolta, la narrazione della tua carriera. Le tue ambizioni future devono rappresentare la naturale continuazione di questa storia.
    Questo esercizio ti sarà particolarmente utile per scrivere la lettera di motivazione e durante i colloqui.

2 Impara dalla Concorrenza

È improbabile che tu sia l’unico candidato. 
Non possiamo conoscere l’identità di chi compete per lo stesso ruolo, ma in pochi minuti possiamo trovare su LinkedIn i profili dei professionisti che quel ruolo lo ricoprono già. Un onesto confronto ci può fornire innumerevoli informazioni.

  • Occupazioni passate
  • Anni di esperienza
  • Conoscenze tecniche
  • Nuove certificazioni

3 Identifica il Tuo Target

È il momento per farsi avanti e cercare la compagnia adatta a te. Considera questa fase come il tuo volantinaggio e utilizza tutti i canali disponibili.

  • Contatta le agenzie di collocamento specializzate nel tuo indirizzo professionale e richiedi un appuntamento
  • Iscriviti ai maggiori portali di lavoro online (LinkedIn, Indeed, Glassdoor, quelli famosi sul tuo territorio e quelli specifici per il tuo settore)
  • Monitora regolarmente i siti delle aziende, non tutti sponsorizzano attraverso siti terzi.

4 Trova degli Sponsors

Se il ruolo degli influencers ci ha insegnato qualcosa è che essere raccomandati da una persona fidata aumenta le possibilità di successo.
Adesso che hai trovato il ruolo che fa per te, non inviare immediatamente il curriculum, vai su LinkedIn e trova chi può spendere qualche parola in tuo favore.

  • Tra i tuoi contatti potrebbe esserci qualcuno che lavora nella stessa compagnia. Se sei così fortunato da avere più persone, preferisci chi lavora nel dipartimento di tuo interesse e possibilmente in un ruolo Senior.
  • Non conosci personalmente nessuno nella compagnia, ma hai dei contatti in comune. Chiedi una presentazione.
  • Non conosci nessuno e nessuno dei tuoi contatti conosce nessuno. Tira fuori lo spavaldo che c’è in te ed invia un messaggio al profilo LinkedIn piu appropriato. Nella peggiore delle ipotesi non otterrai una risposta, nella migliore troverai un’anima generosa disponibile a condividere qualche informazione o a presentare la tua candidatura tramite il sistema interno.

5 La tua Reputazione

Il tuo Curriculum è arrivato a destinazione e si trova adesso sulla scrivania giusta. Nell’attesa di una telefonata, non smettere di coltivare la tua reputazione.

  • Completa quel corso di aggiornamento
  • Scrivi una recensioni ai vecchi colleghi
  • Condividi offerte e opportunità con chi sta affrontando la tua stessa ricerca
  • Rispondi sempre allo spavaldo che ti contatta per una raccomandazione

Photo by JOSHUA COLEMAN on Unsplash


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Il Bon-Ton dello Smart Working

Il lavoro svolto nel comfort della propria abitazione può farci scivolare in improvvisi atteggiamenti di trascuratezza, apparentemente innocui, ma capaci di minare la produttività e danneggiare il modo in cui gli altri ci percepiscono.

La tua check-list mattutina per le giornate tentate dalla svogliatezza

1. Presentabili

Giudichiamo il nostro collega da cosa vediamo nell’inquadratura

  • Mantieni un’immagine curata ed un abbigliamento smart-casual
  • Fai in modo che lo sfondo sia a prova d’inquadratura, in ogni momento
  • Sistema casse e microfono prima di entrare in chiamata
  • YouTube offre tutorials sulla perfetta videochiamata, scopri nuove idee

2. Visibili

Fare il proprio lavoro non basta, bisogna apparire produttivi

  • Rimani online e disponibile per meetings fuori programma
  • Rispondi prontamente ad emails, o segnala di averle ricevute
  • Condividi con il team progetti su cui stai lavorando e i tuoi successi
  • Mostra interesse per il lavoro degli altri

3. Puntuali

Il tempo nella solitudine dei nostri appartamenti scorre a velocità diverse

  • Programma le mansioni giornaliere sul calendario condiviso
  • Stabilisci con i colleghi degli orari per essere contattato
  • Onora le pause e riconosci quando è il momento di spegnere il computer
  • Non inviare email dopo le ore di lavoro

4. Espliciti

Non lasciare che le comunicazioni si perdano nell’etere del web

  • Per contatti rapidi, preferisci una videochiamata ad una email
  • Fai in modo che le informazioni che stai inviando siano complete
  • Mantieni le presentazioni sintetiche e dove possibile utilizza immagini
  • Se non ricevi il materiale che stavi aspettando, richiedilo

5. Umani

Continua a far percepire la tua presenza

  • Chiedi come puoi essere d’aiuto e dove possibile anticipa le esigenze
  • Condividi le vittorie dei tuoi colleghi
  • Approfitta delle pause caffè per socializzare fuori dal tuo team
  • Tieni del prosecco in frigo per il brindisi in videochiamata a fine di una settimana produttiva

Photo by Ryoji Hayasaka on Unsplash


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I 5 Attributi del Feedback Costruttivo

Elevare lo status di chi lo riceve – Esaltare la leadership di chi lo presenta

Ci sono 2 tipi di feedback, quelli espressi con l’intento di non cambiare lo stato delle cose e quelli che esortano invece ad un cambiamento.

I primi sono i cosiddetti Feedback Positivi che identificano comportamenti eccezionali e perciò meritevoli di perpetuazione. Vista la quasi totale assenza di conseguenze, sono semplici da comunicare e non richiedono particolari accorgimenti se non l’onestà di chi li presenta.
Poi ci sono i Feedback Costruttivi che richiedono invece un cambiamento facendo luce su qualcosa da ricostruire.

5 attributi del Feedback Costruttivo in grado di elevare lo status chi lo riceve ed esaltare la leadership di chi lo presenta

  1. Essenziale
    La maggior parte dei feedback potrebbe essere evitata.
    Tieni presente che l’obiettivo di un feedback è quello di migliorare la situazione attuale della persona che lo riceve.
    Valuta prima l’esistenza di altri strumenti che potrebbero portare allo stesso risultato. Un training, ad esempio, potrebbe essere la soluzione laddove manca adeguata formazione, non sottovalutare le capacità di apprendimento attraverso l’esempio.

  2. Specifico
    Il feedback deve possedere un oggetto determinato, che è sempre un’azione e mai una persona (l’atteggiamento X).
    Deve fare luce sulle motivazioni (l’atteggiamento X causa la spiacevole conseguenza Y), e deve offrire un’alternativa possibile e comunemente accettata (Z è invece il risultato a cui tutti vogliamo ambire, raggiungibile se modifichiamo l’atteggiamento X con Xz).

  3. Responsabile
    Non commettere l’errore di richiamare qualcuno sulla base delle lamentele sollevate da qualcun altro. Se non vuoi perdere in credibilità e autorevolezza, prendi piena responsabilità del feedback che stai esprimendo.

  4. Umano
    Nel mondo anglofono esiste la credenza che qualunque osservazione negativa possa considerarsi appropriata, se introdotta da un’osservazione positiva: “Your presentation was brilliant, it really touched all the points and delivered a clear message. But we decided to go with Andrew’s work”.
    Per non creare inutili illusioni, fai esattamente l’opposto, prepara una lista di attività in cui il tuo interlocutore eccelle per bravura e parlane dopo aver dato il feedback. Ti mostrerai preparato, fiducioso e chiuderai la conversazione in un tono positivo.

  5. Continuato
    Una volta stabilito il piano di azione, il tuo lavoro è solo cominciato, traccia una linea del tempo dove stabilite insieme la frequenza dei prossimi aggiornamenti, nei feedback costruttivi, la responsabilità del cambiamento ricade su entrambi.

Photo by Riccardo Annandale on Unsplash


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Buyer Persona: quello che i Social ti rivelano

Conoscere la storia e gli interessi degli utenti a cui ci rivolgiamo è indispensabile per la creazione di contenuti che siano in grado di aggiungere valore nella quotidianità di chi li riceve.

Per dare un volto alla moltitudine di un pubblico, il marketing ha coniato il concetto di Buyer Persona, una finzione commerciale che, ricreando il profilo del cliente ideale, ci guida ad adattare i nostri messaggi ai gusti e le esigenze di chi li riceve.

Con gli strumenti analitici disponibili, è semplice individuare interessi e inclinazioni di un pubblico di clienti già esistenti, e tramite la tecnologia del machine learning è possibile trovare clienti potenziali sulla base di dati che già possediamo. 
Nella fase iniziale però, quando non ci sono dati da replicare, l’unica soluzione rimane ancora la ricerca, che può essere realizzata tramite questionari ed interviste o rivolgendosi ad agenzie specializzate nell’analisi di mercato.
Il lavoro di indagine ha però dei costi che la piccola start-up o il singolo professionista, non sempre possono sostenere.

Questo articolo offre due soluzioni gratuite capaci di delineare i primi tratti di una Buyer Persona, è stato creato con in mente la realtà della piccola impresa.


Per disegnare la nostra prima Buyer Persona, partiamo con l’obbiettivo di trovare una risposta a 10–12 domande che ci serviranno per identificare, a grandi linee, le caratteristiche del nostro potenziale pubblico. 
Internet propone dei template scaricabili gratuitamente sotto la voce Buyer Persona. O puoi semplicementee utilizzare la lista di attributi che ti propongo, personalizzarla alle esigenze della tua attività e trascriverla possibilmente su un cartellone.

1. Facebook Audience Insight

Il primo metodo per dare una risposta alle informazioni che cerchiamo, utilizza uno strumento messo a disposizione gratuitamente da Facebook, l’Audience Insight. Strumento di data analisi che fornisce generalità su gusti e tendenze degli utenti che popolano la piattaforma Facebook.

(Si trova all’interno del Business Manager, per una panoramica del prodotto e indicazioni di accesso, navigazione e best practices, consulta questo articolo di Studio Samo, scritto nel 2019 da Salvatore Antonio Sagliano)

L’Audience Insight nasce per fare luce sulle caratteristiche del pubblico che ti segue, ma può diventare un prezioso alleato quando non hai ancora dati a disposizione. 
Utilizzando i dati globali della piattaforma è possibile infatti delimitare l’intero pubblico di FB all’area geografica di tuo interesse e procedere poi ad una segmentazione piu dettagliata. 
Puoi aggiungere infatti alla voce “Interessi” una lista di attività che a tuo giudizio definiscono gli interessi del tuo pubblico (cucina, viaggi, marketing, sushi, yoga…), indica anche brand che offrono un servizio simile al tuo, e personalità di spicco che vengono associate a quei brand.

Il sistema selezionerà gli utenti sulla base dei filtri che hai inserito dandoti importanti informazioni demografiche e di interesse

Come puoi vedere dagli Screenshot 1 e 2, limitando semplicemente la ricerca a Luogo ed Interessi, ho una visione percentuale di Età e Genere del mio possibile pubblico, Situazione Sentimentale, Istruzione, Professione.


Cliccando sulla sezione “Mi piace”, ho una lista di pagine seguite da queso pubblico (Screenshot 3), pagine che se rilevanti possono essere aggiunte alla lista degli Interessi, per delimitare ulteriormente l’audience.
Nella tabella “Luogo” (Screenshot 4) trovo le città in cui il pubblico è particolarmente stanziato.



Questi indizi possono farti risparmiare tempo e investimenti, permettendoti di investire in maniera più efficiente il tuo budget pubblicitario, qualora volessi cominciare a sponsorizzare la tua attività.

Pensando proprio ad un possibile investimento pubblicitario, dai un nome a questo publico e salvalo come futura audience (Screenshot 5).

2. La Ricerca Autonoma

Se pensi di trovarti ad un passaggio precedente, dove non hai ancora una visione chiara degli interessi del tuo potenziale pubblico, puoi sempre utilizzare le informazioni comunemente condivise sui social-network ed abbozzare una piccola ricerca di mercato che, anche se non ti fornirà dati qualificati, può aiutarti a stabilire il mood della tua clientela.

Ti serve questa volta una lista di clienti ed i loro account social pubblici, persone fisiche, che hanno già acquistato il tuo prodotto o che hanno mostrato in qualche modo un interesse.

Molte delle informazioni che servono a generare la Buyer Persona, sono reperibili dai contenuti che giornalmente postiamo in maniera pubblica sui nostri profili social

Gli argomenti che condividiamo sulla bacheca, le pagine a cui abbiamo messo Mi piace, i gruppi di cui facciamo parte, sono tasselli che compongono la nostra identità digitale e inviano indicazioni sul modo in cui volgiamo essere percepiti.

Per ogni nominativo, torva una pluralità di profili social, ogni piattaforma rappresenta una tessera della nostra personalità digitale, FB e Twitter presentano quello in cui crediamo ed il modo in cui ci relazioniamo, Instragram scatta una diapositiva del nostro stile di vita, Pinterest mostra le immagini che più ci fanno sognare, LinkedIn ci presenta come professionisti.

Picture Courtesy of Pinterest

Se ti definisci uno spirito creativo che si nutre di ispirazione visiva, insieme alle Buyer Template, crea anche una tabella visiva. 
Con l’aiuto di piattaforme che raggruppano immagini, come Pinterest, prova a ricercare interessi e abitudini del tuo pubblico e creare un visual board, un puzzle di immagini in grado di farti tuffare nel mood del tuo pubblico e trovare le parole giuste in ogni momento.

(Se sei interessato al tema dei contenuti e all’importanza del marketing come valore aggiunto, ti lascio con quesa lettura Inbound Marketing)

Photo: Roberto Carlos Roman from Unsplash


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